Valutazione dei rischi da violenza e molestie sul lavoro
La valutazione dei rischi da violenza e molestie sul lavoro richiede una lettura che unisca organizzazione, relazioni, attività a contatto con il pubblico e condizioni degli ambienti. Il metodo Cesvor produce due esiti distinti per ogni gruppo omogeneo: rischi di origine interna e rischi connessi a utenti, clienti o altri soggetti esterni.
Due origini, una prevenzione integrata
Origine interna
Cultura, ruoli, carico, conflitti, relazioni, procedure e capacità di gestione.
Terze parti
Contatto con il pubblico, lavoro isolato o mobile, turni, accessi e possibilità di chiedere aiuto.
Esposizione e vulnerabilità
Il rischio deriva dalla lettura congiunta dei pericoli e dell’adeguatezza delle misure di controllo.
Il protocollo di valutazione Cesvor
L’audit considera i gruppi omogenei, invece di ridurre il fenomeno a singoli episodi o percezioni individuali. Le conclusioni derivano dalla convergenza di più fonti.
- Audit socio-organizzativo: 81 elementi su condizioni interne e rapporti con terze parti, distinti fra esposizione e capacità di contrasto.
- Checklist degli ambienti: 28 elementi relativi, tra gli altri, ad accessi, illuminazione, layout, comunicazione e possibilità di intervento.
- Evidenze: documenti, eventi sentinella, colloqui con testimoni qualificati, partecipazione dei lavoratori e sopralluoghi.
- Due matrici 4×4: una per l’origine interna e una per terze parti, costruite sulle classi di esposizione e vulnerabilità.
- Piano di prevenzione: misure organizzative e ambientali, procedure, formazione, supporto e indicatori di efficacia.
Il metodo comprende una valutazione preliminare oggettiva e partecipata. Quando gli esiti o le caratteristiche dell’organizzazione richiedono un approfondimento, Cesvor integra questionari anonimi, focus group e altre fonti soggettive pertinenti.
Una base empirica per confrontare e motivare le priorità
Il protocollo è stato presentato al XIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Ergonomia, Ivrea 2026. La base applicativa comprende dati provenienti da 14 organizzazioni: 22 profili o unità per la componente interna, 92 gruppi per la componente con terze parti e 115 ambienti per la checklist strutturale.
Le numerosità variano perché ciascuna componente utilizza le evidenze effettivamente disponibili. Si tratta di una base applicativa, non di un campione nazionale rappresentativo: i benchmark aiutano a interpretare i risultati e non sostituiscono l’analisi del contesto.
Quadro normativo e tecnico di riferimento
La valutazione si colloca anzitutto nel quadro del D.Lgs. 81/2008, che richiede di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza. La Convenzione ILO n. 190, ratificata dall’Italia con la Legge 15 gennaio 2021 n. 4, richiama l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi relativi a violenza e molestie, con la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti e l’adozione di misure di prevenzione e controllo.
La valutazione considera i rischi legati alle condizioni e modalità di lavoro, all’organizzazione e alla gestione delle persone; quelli connessi a clienti, utenti, fornitori, pazienti, pubblico e altri soggetti esterni; quelli favoriti da discriminazioni, abuso dei rapporti di potere e norme culturali, sociali o di genere. La Raccomandazione ILO n. 206 completa il quadro con indicazioni operative su politiche, informazione, formazione, gestione degli episodi e sostegno.
Dalle fonti cogenti alle prassi organizzative
- Documento di consenso CIIP, luglio 2025: offre un riferimento operativo italiano per prevenire e gestire violenza e molestie negli ambienti di lavoro.
- ISO 45001 e ISO 45003: collegano la valutazione alla gestione dei rischi psicosociali, alla gerarchia delle misure e al miglioramento continuo.
- UNI/PdR 125:2022: inquadra gli aspetti pertinenti alla parità di genere e alla prevenzione di abusi e molestie.
- ISO 30415: sostiene la gestione di diversità e inclusione nei processi organizzativi.
- ISO 31000: supporta una lettura strutturata di pericoli, esposizione, vulnerabilità, controlli e rischio residuo.
Il protocollo Cesvor integra questi riferimenti in un processo documentabile per il DVR, distinguendo con chiarezza le fonti cogenti dagli standard e dalle prassi tecniche adottate volontariamente.
Esperienza in organizzazioni e settori differenti
Leonardo, SACBO, HYDAC Italia, Fondazione Teatro alla Scala, Serteco, Italpresse Gauss, ERG S.p.A., Captrain Italia e AMMEGA Italia sono solo alcune delle referenze Cesvor per la valutazione del rischio violenza e molestie.
La varietà dei contesti ha permesso di applicare il protocollo a rischi di origine interna e da terze parti, in organizzazioni industriali e di servizi con caratteristiche molto diverse. Le referenze documentano l’esperienza maturata e non sono associate al caso applicativo presentato nella sezione successiva.
Un caso applicativo recente
In una valutazione svolta presso un’organizzazione complessa, Cesvor ha integrato documenti, colloqui con le figure aziendali, analisi del contesto, eventi sentinella e sopralluoghi. La valutazione ha riguardato sia i fattori organizzativi e sociali sia le condizioni degli ambienti, con due matrici distinte per origine interna e terze parti.
I risultati hanno prodotto indicazioni utilizzabili dal datore di lavoro, dal sistema di prevenzione e dalle funzioni che gestiscono persone, segnalazioni e supporto.
Due profili di rischio
La componente interna richiedeva una priorità maggiore rispetto al rischio da terze parti. La separazione delle matrici ha impedito che un risultato medio nascondesse questa differenza.
Codice e prassi reali
La presenza di un codice di condotta, da sola, non assicurava una conoscenza diffusa delle regole, dei canali di segnalazione e delle modalità concrete di gestione.
Approfondimento soggettivo
Le evidenze della fase preliminare hanno indicato l’utilità di raccogliere direttamente l’esperienza dei lavoratori per comprendere meglio le dinamiche interne.
Criticità ambientali localizzate
Il rischio complessivo da terze parti risultava contenuto, ma l’audit ha individuato punti nei quali chiamare aiuto o attirare l’attenzione poteva essere difficile.
Risposta e sostegno
La valutazione ha evidenziato la necessità di una procedura per la gestione immediata, ruoli riconoscibili e forme di supporto medico, psicologico e organizzativo dopo un episodio.
Misure verificabili
Il piano ha collegato politica, formazione differenziata per ruolo, gestione delle segnalazioni e KPI per controllare attuazione ed efficacia nel tempo.
Riservatezza: sono stati omessi settore, dimensioni, sedi, date, composizione della forza lavoro, valori e altri elementi identificativi. Il caso illustra esclusivamente il processo, gli apprendimenti trasferibili e la qualità degli output.
Dal rischio alle misure
L’output è pensato per collegare valutazione, governance e gestione degli episodi.
Prevenzione alla fonte
Ruoli, carichi, leadership, partecipazione, ambienti e processi di lavoro.
Gestione degli episodi
Segnalazione, risposta immediata, analisi delle cause, supporto e apprendimento.
Controllo nel tempo
Indicatori, responsabilità, formazione e verifica dell’attuazione delle misure.
Formazione su diversità, violenza e molestie
Un percorso per ruoli HSE, HR, RSPP, RLS e management che devono valutare e gestire questi rischi.
Prevenzione nelle attività a contatto con il pubblico
Formazione mirata per organizzazioni esposte ad aggressioni, minacce e altri comportamenti da terze parti.
Vuoi valutare o aggiornare il rischio di violenza e molestie?
Cesvor può definire un percorso coerente con attività, gruppi, ambienti, esposizione a terze parti e sistema di gestione.