Valutazione e Gestione del Rischio da Stress Lavoro Correlato

Quando lo stress diventa un rischio organizzativo, la differenza la fa capire quali processi lo generano, dove intervenire e con che priorità, per proteggere salute, continuità operativa e reputazione senza appesantire l’organizzazione.

In sintesi:

Problema: obbligo di valutazione, dati frammentati in diverse fonti, diversi contesti interni (siti, gruppi, funzioni), privacy e resistenze interne; il rischio è spesso “diffuso” e invisibile finché non produce effetti.
Intervento: valutazione preliminare strutturata (contesto, contenuto, eventi sentinella) con governance chiara e risultati comparabili grazie a banca dati e benchmark.
Impatto: mappa delle priorità per gruppi omogenei, azioni mirate e verificabili, integrazione nel DVR e nel sistema di gestione, sinergia con violenza/molestie e percorso coerente con ISO 45003.

Perché è importante

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato non è un adempimento “una tantum”. È una decisione di gestione: stabilire se l’organizzazione del lavoro, per come è progettata e governata, può generare un’esposizione a rischio significativa per specifici gruppi di lavoratori e lavoratrici.

Il punto non è misurare lo stress individuale. Il punto è valutare il rischio: la potenzialità dei processi di generare stress e quindi effetti su salute, sicurezza e funzionamento.

Per HSE (RSPP, HSE Manager, team Safety) il tema è operativo: una pressione organizzativa non governata aumenta la probabilità di errori, cali di attenzione, conflitti, criticità ricorrenti, e rende più difficile mantenere standard costanti su procedure, segnalazioni, controlli e discipline operative.

Per HR impatta su assenze, turnover, clima, fiducia nei capi, qualità delle relazioni e capacità dell’organizzazione di reggere picchi di carico e cambiamenti.

Per DEI e per chi gestisce segnalazioni, il confine con violenza, molestie e discriminazioni è concreto: fiducia nei canali, chiarezza delle prassi, competenze dei responsabili e qualità della gestione dei casi.

Una valutazione fatta bene produce un output utilizzabile: non solo un “livello”, ma una lettura chiara delle cause organizzative più probabili e un piano d’azione realistico, sostenibile, monitorabile.

Se vuoi saperne di più sulla valutazione del rischio stress, visita la nostra pagina dedicata alla Valutazione del rischio stress lavoro correlato.

Cosa contraddistingue il metodo Cesvor

  1. Centralità del lavoro reale e dei processi
    Il metodo Cesvor nasce con un’impostazione ergonomica e organizzativa: guarda alle condizioni di lavoro e alla qualità dei processi (compiti, carichi, ruoli, interfacce, relazioni, gestione) e non “etichetta” individui. Questo facilita privacy, accettabilità interna e utilizzo dei risultati in chiave preventiva.
  2. Evidenze triangolate, decisioni difendibili
    La valutazione integra tre famiglie di evidenze: fattori di contesto, fattori di contenuto ed eventi sentinella. La sintesi avviene per ciascun gruppo omogeneo, con un quadro finale orientato alle decisioni.
    Questo riduce un rischio tipico dei progetti “solo questionario”: risultati poco azionabili e difficoltà a scegliere priorità.
  3. Risultati comparabili grazie a banca dati e benchmark
    Un elemento distintivo è l’uso di una banca dati storica che consente letture comparative: non solo “alto/basso”, ma “dove ti collochi” rispetto a un riferimento empirico e come si distribuiscono le criticità per tipologia di ruolo, contesto e settore.
  4. Governance esplicita (il metodo non vive senza gestione)
    Il processo rende visibili: sponsor, gruppo di regia, responsabilità, criteri di decisione, cadenze di riesame, piano di comunicazione. È spesso questo che determina la qualità finale, più della tecnica.
  5. Sinergia con violenza/molestie e percorso ISO 45003
    Nel Protocollo Cesvor 2025 è prevista una base coerente per lavorare in modo integrato sui rischi psicosociali, includendo la sinergia con valutazioni dedicate su violenza e molestie, e la costruzione (o rafforzamento) di un impianto coerente con ISO 45003.

Aspetti scientifici: banca dati ed elaborazioni

Cesvor ha costruito negli anni un patrimonio dati a livello di gruppi omogenei, che consente analisi e benchmark più robusti, soprattutto quando si devono prendere decisioni in contesti complessi (multi-sito, popolazioni eterogenee, riorganizzazioni, fusioni, picchi di lavoro).
Le analisi sono impostate a livello di gruppo omogeneo, non a livello di singole persone, proprio per mantenere l’orientamento organizzativo e la tutela della riservatezza.

Aspetti gestionali: compliance e processo sostenibile

Il processo è progettato per essere “smooth”: raccolta dati mirata (solo ciò che serve per decidere), coinvolgimento di testimoni qualificati, integrazione con gli strumenti INAIL per la documentazione della fase preliminare, e deliverable utili al DVR e alla pianificazione delle misure.

Nota su confidenzialità e privacy

I risultati sono presentati in forma aggregata per gruppi omogenei. Le fonti sono gestite con criteri di minimizzazione del dato e tracciabilità delle decisioni. I dettagli potenzialmente sensibili vengono trattati con attenzione, privilegiando la logica “decisioni e azioni” rispetto alla ricostruzione di informazioni personali.

Si sono affidate a noi le aziende italiane e multinazionali più note ed eccellenti

Cesvor ha servito con il proprio metodo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato moltissime aziende di ogni settore e dimensione. Siamo orgogliosi di essere stati scelti da organizzazioni tra le più note ed eccellenti, dove la valutazione del rischio stress è considerata una cosa seria, andando un po’ al di là di quella che è la semplice “compliance” normativa. Una lista di referenze è disponibile nella pagina dedicata.

Alcune referenze:

  • Pirelli
  • Saipem
  • Webuild
  • Fondazione Teatro alla Scala
  • Ansaldo Nucleare
  • Renantis
  • HYDAC
  • Megadyne
  • Trench

Bulgari, Campari Group, Confindustria Alessandria Servizi, Credit Suisse Italy, Prysmian.

Anni di esperienza e dati raccolti

Siti

Fattori rilevati (di contesto o di contenuto)

Gruppi omogenei

Dipendenti accertati nelle aziende

Perché scegliere Cesvor per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato

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In ottemperanza alle norme

Il metodo è maggiormente focalizzato sulla “fase preliminare” della valutazione del rischio stress; secondo quanto indicato dall’Accordo Stato-Regioni analizza fattori di contesto, di contenuto, eventi sentinella

Protocollo messo a punto da Cesvor

Il protocollo è stato messo a punto sulla base delle migliori prassi, mirando ad una somministrazione semplice e veloce assieme ad un rigore metodologico

 

Benchmarking

La valutazione dei fattori di interesse per ciascun gruppo omogeneo avviene in base al confronto con un campione di circa 1000 altri gruppi (campione storico) in circa 80 organizzazioni

Include il metodo INAIL 2017

La raccolta dati svolta con il protocollo consente di avere come output anche la checklist preliminare del metodo INAIL (2017), che viene applicato a maggiore documentazione formale della valutazione svolta

Supportato da letteratura

Sul metodo sono stati pubblicati articoli con gli studi di validazione, su riviste specializzate e divulgative (vedi sotto in questa pagina). Il metodo stesso si basa su un’ampia ricognizione della letteratura specialistica

Ottimizzato

Messo a punto con il supporto di dati empirici su un campione iniziale di aziende, dal 2009. Nel 2020 e nel 2025 è stata fatta una grande operazione di revisione del metodo basata sui dati raccolti nei 10 anni precedenti

Raccolta dati partecipata

Il metodo si basa su una rilevazione il più possibile obiettiva delle condizioni di lavoro e organizzative, con un livello di partecipazione che include un gruppo di regia e altri attori organizzativi

Applicabile in ogni tipo di azienda

E’ stato utilizzato in aziende di ogni settore e di ogni dimensione, da poche unità a migliaia di dipendenti. Nel metodo si tiene conto della diversità di azienda (di servizi o a vocazione industriale) e di gruppo omogeneo (operai, supervisori, impiegati, manager)

Coerente con la normativa tecnica

Il protocollo è pensato per l’integrazione nella ISO 45001, per la coerenza con le prassi della ISO 31000, per l’applicazione delle prassi indicate nella UNI EN IEC 31010. Tiene conto di altra normativa tecnica sullo stress, sul carico mentale

Come avviene la valutazione

1. Avvio e governance

Si costituisce un gruppo di regia con le funzioni chiave (Datore di Lavoro, RSPP, HR, Medico Competente, RLS e altre funzioni rilevanti) e si definiscono: obiettivi, perimetro, criteri, calendario, ruoli e responsabilità, modalità di comunicazione e criteri di decisione.

2. Definizione dei gruppi omogenei

Si identificano i gruppi omogenei esposti in modo comparabile (per attività e condizioni). L’obiettivo è evitare aggregazioni troppo generiche che rendono i risultati non azionabili.

3. Analisi del contesto e dei cambiamenti

Si conduce una lettura strutturata dei fattori che possono influenzare il rischio (interni ed esterni), con attenzione a riorganizzazioni, nuove tecnologie, picchi di lavoro, vincoli di processo, turnover, relazioni industriali, aspettative di performance.

4. Eventi sentinella e indicatori oggettivi

Si definiscono e raccolgono (quando disponibili) indicatori amministrativi e organizzativi rilevanti (ad esempio assenteismo, turnover, infortuni, conflittualità e altri proxy), con attenzione alla qualità del dato e a un’interpretazione prudente.

5. Valutazione dei fattori organizzativi ed ergonomici

Attraverso auditing documentale e interviste a testimoni qualificati, si valutano i fattori che possono generare stress, distinguendo ciò che riguarda l’intera organizzazione (contesto) e ciò che riguarda specifici gruppi (contenuto). Sono inclusi i fattori di tecnostress e anche tutti i fattori previsti da INAIL.

6. Sintesi, priorità, azioni

Per ciascun gruppo omogeneo si integra esposizione e danno in una sintesi di rischio. Il risultato è orientato alle decisioni: dove intervenire prima, quali misure sono realistiche, come monitorarle e con quali responsabilità.

7. Integrazione nel DVR e riesame

I risultati vengono recepiti nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) e si definisce un ciclo di monitoraggio e riesame, soprattutto in caso di cambiamenti significativi.

Che tipo di dati vengono raccolti?

Fattori di contenuto:

-Luogo e ambiente di lavoro

-Postazione di lavoro (white collar)

-Fattori di carico mentale

-Fattori di ergonomia biomeccanica(solo blue collar)

-Aspetti sociali e organizzativi (fattore suddiviso in sottofattori)

-Qualità del compito visivo (solo blue collar)

14 Fattori di contesto, tra i quali:

-Struttura organizzativa

-Valori organizzativi

-Cultura partecipativa

-Comunicazione interna

-Formazione

-Sviluppo e progressione di carriera

-Gestione organizzativa dell’autonomia

-Interfaccia casa-lavoro

-Gestione dei cambiamenti

-Valutazione delle prestazioni

-Tecnostress

-Gestione della resilienza

-Prassi nell’organizzazione delle trasferte

-Violenza e Molestie

Eventi sentinella:

Per gli eventi sentinella vengono raccolti dati su:

– incidenza di infortuni

– tasso di malattia

– percentuale di assenteismo

– percentuale di turnover di personale

–  percentuale di procedimenti e lamentele formalizzate

– numero di istanza giudiziarie

Questi indicatori vengono raccolti e comparati con il campione storico, giungendo a un indice sintetico

Vengono comunque raccolti anche gli altri indicatori per la checklist INAIL (2017), e trattati secondo quanto ivi indicato

Dati raccolti tramite un processo di auditing partecipato

E’ stata messa a punto una checklist che viene utilizzata nell’ambito di un processo di auditing (coerente con le prassi e i principi della ISO 19011) per un maggior rigore metodologico.

I dati raccolti sono trattati in modo quantitativo e comparati con il campione storico. Le annotazioni degli auditor sono la base per una reportistica anche qualitativa/discorsiva che consente di mettere in luce i punti di forza e di miglioramento.

Integrabile con rischio violenza e molestie

E’ facilmente integrabile una parte che riguarda la valutazione del rischio violenza e molestie sul lavoro (Convenzione ILO 190; Legge 04/2021; UNI PdR 125) e le indicazioni complete della ISO 45003 (sulla gestione dei fattori psicosociali di rischio).

Indicazioni per un piano d'azione

La valutazione del rischio deve fornire indicazioni per la riduzione del rischio. Con il metodo Cesvor questo è facile. Le misure spaziano da interventi di ergonomia cognitiva (carico mentale) ed organizzativa, a servizi di supporto per il personale, alla formazione per la gestione dello stress, alla mindfulness. In ragione dei risultati e della cultura aziendale.

Un breve case history (anonimizzato)

Contesto

Azienda multi-sito con popolazione eterogenea e funzioni corporate a forte interdipendenza. Il progetto nasceva dall’esigenza di mantenere piena conformità e rendere più governabile il rischio stress con azioni sostenibili nel tempo. (Dettagli e numeri sono stati generalizzati per confidenzialità.)
Vincoli reali e scelte progettuali
• Multi-funzione e carichi variabili: serviva evitare una fotografia “media” poco utile.
• Necessità di massima accettabilità interna: governance, comunicazione e tutela della riservatezza erano condizioni di successo.
• Richiesta di output operativi: priorità, misure e monitoraggio, non solo “punteggi”.

Cosa è emerso

La maggior parte dei gruppi risultava su livelli di rischio contenuti; una quota limitata richiedeva attenzione, con pattern ricorrenti su pianificazione dei compiti, interdipendenze e gestione dei picchi in alcune funzioni. In parallelo, alcuni indicatori oggettivi suggerivano di non fermarsi alla sola lettura organizzativa. Questo tipo di evidenza va interpretato come associazione plausibile, non come causalità.

Azioni tipiche definite (esempi)

Stabilizzazione delle priorità operative nei periodi di picco (regole di ingaggio, escalation, confini di ruolo).
• Miglioramento della pianificazione e della distribuzione del carico, con indicatori semplici di monitoraggio.
• Rafforzamento delle competenze manageriali su gestione dei carichi e qualità delle interazioni (feedback, conflitti, gestione delle criticità).
• Aggancio al DVR e definizione del riesame in caso di cambiamenti organizzativi.

Nota di coerenza metodologica

Il case history si riferisce a un’applicazione su protocollo precedente; l’impianto 2025 mantiene continuità sul principio (valutazione del rischio organizzativo e banca dati) e valorizza gli aggiornamenti più recenti del metodo.

Link a un altro Case history

Scopri un’applicazione pratica del metodo preliminare Cesvor

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