Checklist “Readiness” su violenza e molestie (30 minuti)
Istruzioni:
Per ogni item assegna 0 (assente), 1 (parziale), 2 (presente e usato).
Non è uno standard ufficiale: è una guida pratica per orientare priorità e governance.
1) Governance e responsabilità
1. Esiste uno sponsor interno (Direzione/HSE/HR) con mandato esplicito.
2. Ruoli e responsabilità sono scritti (HSE, HR, RLS, preposti, medico competente).
3. C’è un momento di riesame periodico (almeno annuale) con decisioni tracciate.
2) Policy e codice di condotta
4. La policy cita esplicitamente violenza e molestie (incluse discriminazioni) e copre anche “in itinere/trasferta”.
5. Il codice di condotta contiene esempi di comportamenti non accettabili e aspettative concrete.
6. Policy/codice sono comunicati e “visti” (non solo archiviati).
3) Canali di segnalazione e tutela
7. Esiste un canale di segnalazione utilizzabile e protetto (anche anonimo se previsto).
8. È chiaro cosa succede dopo una segnalazione (tempi, riservatezza, esiti possibili).
9. È esplicita la tutela contro ritorsioni.
4) Procedure di gestione episodio
10. Esiste una procedura “prime 24 ore” (chi chiamare, chi decide, come mettere in sicurezza).
11. È prevista la gestione per episodi con terze parti (clienti/fornitori/pubblico).
12. È previsto supporto alla persona coinvolta (interno o esterno).
5) Trasferte e lavoro fuori sede
13. Esiste una valutazione del contesto di trasferta (Paese/sito/partner).
14. Il personale in trasferta ha briefing minimo e contatti di emergenza.
15. È previsto un meccanismo di check-in/check-out o reperibilità.
6) Ambienti e presidio
16. Le aree “sensibili” (es. spogliatoi/mensa/parcheggi) sono valutate e presidiate per sicurezza e reazione a emergenze.
17. Esistono regole di accesso e gestione visitatori/terze parti.
7) Formazione e consapevolezza
18. Management e preposti hanno formazione su prevenzione, gestione segnalazioni e de-escalation.
19. Il personale sa riconoscere segnali e usare i canali.
20. Sono previsti richiami periodici (micro-pillole, toolbox talk, onboarding).
8) KPI e miglioramento continuo
21. Esiste un registro eventi (anche near miss) e una classificazione minima.
22. Ci sono KPI (leading/lagging) e un riesame (trend, azioni, efficacia).
Interpretazione rapida
• Se molti item sono 0: prima di “fare formazione”, costruisci le fondamenta (canali, procedura, ruoli, registro).
• Se prevalgono 1: focalizzati su “messa a terra” (uso reale, simulazioni, audit interni).
• Se prevalgono 2: lavora su scaling (trasferte, terze parti, KPI avanzati, integrazione ISO 45003).
Valutazione dei rischi da violenza nei luoghi di lavoro
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