Come evitare gli Incidenti sul lavoro agendo sulla Percezione del Rischio
IL RISCHIO PERCEPITO
RISCHIO E PERICOLO
- Il pericolo è la proprietà intrinseca di creare un danno; tale proprietà può essere di un oggetto, di una sostanza, di una macchina, di una situazione in generale. Ad esempio una sostanza chimica che abbia la capacità di creare un danno costituisce un pericolo; il fuoco è un pericolo in quanto può generare danni, e così via.
- Caratteristica molto legata a quella di pericolo, il rischio è la combinazione della probabilità di un evento negativo (danno) e della gravità di tale evento. Il modello di rischio comporta quindi due dimensioni:
- Probabilità del danno;
- Gravità potenziale del danno;
PREVENZIONE E PROTEZIONE
- Prevenzione: barriere a priori che riducono le probabilità di accadimento di un certo evento negativo (per esempio i cartelli di divieto di fumo).
- Protezione: difese a posteriori che diminuiscono la gravità del danno (per esempio i rivelatori antifumo).

Analisi del rischio dell’ Ultimo Istante
IL METODO CESVOR PER L’ANALISI DELL’ULTIMO ISTANTE
A volte sfuggono dal nostro controllo elementi che costituiscono pericolo, oppure situazioni che rendono le persone più vulnerabili. Se le tecniche preventive falliscono, e si verifica un evento scatenante (o evento chiave) è qui che entra in gioco l’analisi dell’ultimo istante.
Si tratta di una tecnica finalizzata all’analisi delle situazioni operative, all’identificazione delle vulnerabilità e delle azioni da fare per ridurle. Si pone nell’alveo di altre tecniche tradizionali di analisi dell’ultimo istante da parte di supervisori o di operatori, e ne costituisce un’evoluzione.
Il metodo di Cesvorè particolarmente adatto per persone che svolgano lavori non routinari, a manutentori, a supervisori, a chi lavora in solitudine per parte del tempo. Ma ogni lavoratore, ogni persona può trarne giovamento.
La tecnica si basa sull’apprendimento di modalità per analizzare diversi elementi:
- La situazione esterna delle energie presenti e delle condizioni inusuali, tra cui la cosiddetta “linea del fuoco”, cioè le direzioni e le modalità con cui le energie possono manifestarsi.
- L’analisi delle condizioni legate alla capacità di controllo della situazione.
- L’analisi degli aspetti rilevanti della situazione internae del contesto collaborativo in cui si è inseriti
Sebbene il metodo sia legato al mondo del lavoro e alle condizioni di alto rischio, è stato creato con l’intenzione di essere molto trasversale e di essere applicabile anche alla sicurezza al di fuori dei contesti di lavoro.
La tecnica non consiste in una checklist. Sebbene ne esista una, la tecnica richiede di prendere confidenza con essa, di gradualmente interiorizzarla in modo da rendere automatico un modo di pensare avanzato nella sicurezza.
Il metodo prevede una formazione che tenga conto della sicurezza non solo nell’analisi dei rischi esterni, ma anche nelle condizioni interne e nel gruppo di lavoro. Si tiene conto anche dei rischi di tipo ergonomico e delle acquisizioni dell’analisi dell’attività. Ciò pone questo metodo al passo con le acquisizioni più recenti nel campo dei fattori psicosociali (che hanno impatti sui comportamenti a rischio e sugli errori), della cultura di sicurezza, della leadership di sicurezza, della resilienza.
A un percorso formativo può seguire un breve percorso di coaching in campo per consolidare l’applicazione del metodo.

