Tecnostress: caso studio

Tecnostress: un progetto multi-sito per trasformare consapevolezza in azioni pratiche
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Tecnostress: un progetto multi-sito per trasformare consapevolezza in azioni pratiche

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TECNOSTRESS

In un contesto di crescente pressione digitale, un’azienda italiana multi-sito ha realizzato un percorso rapido e strutturato per dare alle persone strumenti concreti contro il tecnostress, con apprendimento misurato e un piano di azione individuale replicabile.

Bussola della tecnologia

Uno strumento rapido da usare in aula o in team meeting per far emergere, in modo non giudicante, dove “pesa” di più la tecnologia e quali leve attivare.

Tecnostress

Il caso aziendale

 In sintesi

  • Problema: stress legato a tecnologie, carico informativo, confini sfumati e differenze di competenza digitale tra ruoli ed età.
  • Intervento: analisi bisogni, edizione pilota, corso con metodi attivi e toolkit (ergonomia, pratiche organizzative, presenza mentale).
  • Impatto: linguaggio comune, competenze pratiche, piani d’azione “on the job” e una base dati utile per impostare il follow-up di efficacia.

 

 

IL CONTESTO E LA RICHIESTA

Contesto

Il cliente è un’azienda multi-sito con attività B2B e popolazione eterogenea: ruoli operativi e tecnici, funzioni amministrative, coordinamento e commerciale.

Vincoli tipici del progetto:

  • tempi di avvio e delivery compressi
  • gruppi con bisogni diversi (operativi vs funzioni di staff)
  • necessità di omogeneità didattica su più sedi e con più docenti
  • attenzione a privacy e confidenzialità nella raccolta dati

Scala (numeri fittizi per anonimizzazione): 20 edizioni, 7 sedi, circa 200 partecipanti, team formativo di 9 docenti.

Trigger

L’intervento nasce da una combinazione di fattori:

  • aumento del lavoro mediato da strumenti digitali e piattaforme
  • richieste interne di “mettere ordine” su pratiche di lavoro digitale
  • percezione di difficoltà differenziate tra ruoli (non tutti vivono il tecnostress allo stesso modo)
  • esigenza HSE/HR di introdurre un approccio credibile e coerente con le prassi di prevenzione dei rischi psicosociali

Obiettivi

  1. Allineare i partecipanti su definizioni, modelli ed effetti del tecnostress, evitando letture semplicistiche.
  2. Fornire strumenti pratici (ergonomia, organizzazione del lavoro digitale, gestione del carico informativo, tecniche di autoregolazione).
  3. Ottenere evidenze “abbastanza” solide: apprendimento misurato, gradimento e una baseline sulle percezioni (anonima e aggregata).

Approccio e governance

Governance snella ma “enterprise-grade”:

  • sponsor interno lato HSE (con raccordo HR)
  • analisi bisogni su campioni di futuri partecipanti
  • edizione pilota e affinamento dei materiali
  • briefing ai docenti e standardizzazione degli strumenti didattici

 

L'INTERVENTO

Cosa abbiamo fatto

  1. Analisi dei bisogni, includendo anche una ricognizione delle tecnologie e dei contesti d’uso.
  2. Edizione pilota per verificare linguaggio, esempi e livello di difficoltà, poi revisione del programma.
  3. Contratto formativo iniziale: chiarire fin da subito che il corso è soprattutto prevenzione “secondaria” (rafforza capacità e strategie individuali e di team) e non sostituisce interventi organizzativi “alla radice”.
  4. Metodi attivi per tutta la giornata:
      • micro-casi e discussioni guidate per arrivare ai concetti chiave
      • checklist brevi per auto-riflessione su rischi e abitudini digitali
      • esercizi pratici su ergonomia e micro-pause
  5. Toolkit di prevenzione: buone pratiche trasversali e azioni “a bassa frizione” applicabili in ufficio, casa, trasferta.
  6. Presenza mentale e autoregolazione: una pratica guidata breve (respirazione e focus) per gestire attivazione, frustrazione, fretta e multitasking.
  7. Piano d’azione individuale: ogni partecipante seleziona almeno 3 azioni concrete da applicare nel proprio contesto e le condivide in sottogruppo.
  8. Misure finali: questionario di apprendimento e gradimento; raccomandazioni per una valutazione ex post in situazione di lavoro.

        I RISULTATI

        Risultati ed evidenze

        Periodo: progetto svolto nell’arco di un trimestre.

        Evidenze disponibili (numeri fittizi per anonimizzazione)

        • Partecipazione: circa 200 persone coinvolte in circa 20 edizioni.
        • Apprendimento: test finale.
        • Gradimento: valutazioni complessivamente positive.
        •  

        Limite: i dati raccolti a fine corso misurano bene apprendimento e gradimento; per parlare di efficacia sul lavoro serve un ex post (proposto come follow-up).

        Cosa ha reso possibile il risultato

        • analisi bisogni prima della progettazione “fine”
        • edizione pilota per tarare esempi e linguaggio
        • standardizzazione dei materiali e briefing docenti
        • metodi attivi e continui (non solo lezione frontale)
        • chiusura con proiezione al futuro e piano d’azione

        Criticità

        • Gruppi eterogenei: difficoltà nel mantenere sempre lo stesso livello di profondità, necessità di esempi differenziati.
        • Tempi compressi: non tutto ciò che sarebbe utile (es. coaching o moduli dedicati per cluster) è stato possibile nel perimetro del progetto.

        Sostenibilità e scaling

        Per mantenere l’effetto nel tempo, sono state proposte azioni leggere ma strutturate:

        • micro-routine (shutdown di fine giornata, regola 20-20-20, blocchi email)
        • regole di team su canali e tempi di risposta
        • aggiornamenti graduali e micro-training su strumenti “critici”
        • valutazione ex post a 3–4 mesi (questionario breve + focus group/interviste campione) per misurare trasferimento e ostacoli reali

        TAKEAWAY REPLICABILI

        Takeaway replicabili

        • Fai analisi bisogni su 2–3 cluster, non “media aziendale”.
        • Introduci un contratto formativo: chiarisce cosa può fare (e cosa non può fare) la formazione.
        • Usa micro-casi e checklist: trasformano concetti in decisioni quotidiane.
        • Chiudi con un piano d’azione individuale: poche azioni, applicabili subito.
        • Programma l’ex post: senza follow-up, l’efficacia resta una promessa.

        Formazione, Benessere organizzativo, Ergonomia

        VALUTAZIONE DEI RISCHI DA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO