Sicurezza sul lavoro

Come ridurre ed eliminare gli infortuni lavorativi e le malattie professionali?
 
Sicurezza oggettiva e soggettiva: due tipi di sicurezza?

Si usa distinguere fra gli aspetti di sicurezza oggettiva e quelli di sicurezza soggettiva.
I primi corrispondono agli aspetti impiantistici, al layout, ai dispositivi di protezione collettiva e individuale, agli aspetti di processo e procedurali, in una parola a tutto ciò che prescinde dalla presenza di persone.
I secondi corrispondono agli aspetti che in modo assolutamente riduttivo sono definiti comportamentali, e che in modo molto più appropriato possono essere definiti sociali, vale a dire in generale tutto ciò che ha a che vedere con gli aspetti culturali, i comportamenti, la comunicazione, le prassi effettive; in una parola, con tutto ciò che ha a che vedere con la presenza di persone.
Spesso si sente anche dichiarare che gli aspetti di sicurezza soggettiva emergono nella loro importanza quando gli elementi di sicurezza oggettiva sono sufficientemente presidiati - "finché non abbiamo messo a posto gli impianti è inutile che facciamo tanta formazione al personale" -; ciò equivarrebbe a dire che in una tensione al miglioramento continuo occorre sgombrare prima di tutto il campo dai problemi di tipo oggettivo, poi rivolgersi a quelli soggettivi.
Invece i due tipi di sicurezza oggettivo e soggettivo sono assolutamente diversi, e incidono su due tipi di risultati diversi. Gli aspetti oggettivi limitano la insicurezza, cioè il rischio presente; gli aspetti soggettivi al contrario sono quelli che aumentano la sicurezza, cioè la capacità di gestire e fronteggiare il rischio presente, ma anche più in generale di migliorare la qualità di vita.
È possibile ad esempio lavorare in un ambiente molto ben strutturato dal punto di vista oggettivo, con rischi ridotti e ben controllati, ma non avere un'adeguata formazione o un'adeguata supervisione. Al contrario si può pensare ad una persona che lavori in un ambiente con rischi alti, ma con grande professionalità e prudenza.
Si può dire che la sicurezza oggettiva si occupi dell'analisi e valutazione dei rischi a cui si è tradizionalmente abituati a pensare nel campo della sicurezza lavorativa; mentre la sicurezza soggettiva si occupa dell'analisi delle potenzialità e opportunità che coinvolgono le persone, non solo quindi mirando a ridurre i rischi dei loro comportamenti, ma allo stesso tempo - e le due cose non sono scindibili - preoccupandosi del loro sviluppo e del loro benessere.
Nella seguente tabella si sintetizzano le differenze fra gli aspetti oggettivi e quelli soggettivi della sicurezza.

Aspetti oggettivi

Aspetti soggettivi

Oggetto di interesse

Il rischio presente nell'ambiente; in altre parole, si tratta del rischio che viene di consueto valutato ai fini preventivi

La capacità di controllo dei rischi presenti nell'ambiente

Finalità

Il rischio presente va diminuito

La capacità di gestire il rischio va aumentata

Rapporto con gli aspetti sociali

Prescinde, in linea di massima, dalla presenza di persone, dai loro modi di pensare e comportamenti

È basata sul fatto che le persone hanno modi di pensare e di sentire e come conseguenza hanno dei comportamenti

Approccio operativo

Analizzare la presenza dei rischi oggettivi, valutarla e promuovere azioni di prevenzione e protezione che riducano il rischio

Analizzare la presenza delle potenzialità ed opportunità soggettive, valutarla e promuovere azioni che consentano di valorizzarle

Naturalmente il fatto che si tratti di due dimensioni distinte non significa che queste non abbiano reciproche influenze. In linea di massima sono gli aspetti soggettivi, cioè le capacità e gli atteggiamenti delle persone, a governare in gran parte gli aspetti oggettivi; ma questi ultimi a loro volta incidono su - rendono possibili o ostacolano - i comportamenti e modi di pensare.