Committment organizzativo e benessere

30/06/2010

Giornale di Psicologia, Vol. 4, No. 1, 2010
ISSN 1971-9558
Giornaledipsicologia.it, Vol. 4, No. 1, 2010
ISSN 1971-9450

Il commitment organizzativo: Una rassegna della letteratura
Emanuela Chemolli - Università degli Studi di Verona

Nell'articolo si tratta il tema del commitment organizzativo cercando di fare un punto della situazione citando le teorie più importanti e accreditate. Viene trattata approfonditamente la multidimensionalità del costrutto e come questi possa influenzare l'intenzione di turnover, il turnover, la prestazione, la presenza sul lavoro ed il benessere nell'organizzazione.

Il primo modello affrontato è quello di O'Reilly e Chatman, composto da tre componenti: Identification, Internalization, Compliance che mostra una correlazione positiva tra il turnover e la Compliance.

Viene esposta la teoria di Meyer e Allen i quali includono nel loro modello il desiderio, il bisogno e l'obbligo a rimanere. Essi considerano il commitment profile composto da tre componenti: Affettivo, Normativo e di Continuità.

Viene esposta la Side-Bet Theory di Backer che descrive il commitment come una tendenza a impegnarsi in linee coerenti di attività; esso si sviluppa per la partecipazione all'organizzazione sociale che attiva delle scommesse vincolanti per il futuro lavorativo della persona. Emergono da questo costrutto, considerato come una componente del modello multidimensionale del commitment piuttosto che come una teoria indipendente, due dimensioni: il sacrificio percepito associato all'abbandono del posto di lavoro (High Sacrifice Commitment -HS) e i costi che nascono da una mancanza di alternative lavorative (Low Alternatives Commitment - LA).

Diverse meta-analisi mostrano che non sempre il modello multidimensionale si adatta ai risultati empirici e che è necessario un approfondimento soprattutto per il commitment normativo e per le 2 sub dimensioni (HS-LA) del commitment per continuità.

Nella maggior parte di questi studi il commitment viene visto come una variabile statica e non si considera la sua evoluzione nel tempo. Le indagini future dovranno tenerne conto in quanto la ricerca ha mostrato come un'attenzione al commitment possa aumentare la performance ed il benessere nei lavoratori.


(recensione di Gabriele Sala)